23.12.11

Trasporti pubblici

La città in cui ho imparato a muovermi con i mezzi pubblici è stata Cracovia. Ero preadolescente o giù di lì ed è stato a Cracovia che ho preso il mio primo tram da sola. Quando viaggi da solo devi avere sempre tutto sotto controllo perché puoi fare affidamento solo su te stesso, anche se il viaggio dura appena poche fermate di tram. È stato in quell'occasione - quella corsa, e le successive - che sono "entrata" nel mondo del trasporto pubblico. Sono cresciuta in un paesino che fino a qualche anno fa vantava ben un semaforo (ora non c'è neanche più quello perché al suo posto hanno costruito una rotonda) e prima di allora non mi era mai capitato di dover imparare a usare i trasporti pubblici. Ma quell'estate mi si aprì un mondo. Quell'estate in cui le mie amiche davano i loro primi baci al vicino di ombrellone, io prendevo confidenza con il sistema dei trasporti pubblici di Cracovia.

Per anni quello fu l'unico con cui ebbi a che fare.

Quando, qualche anno dopo, la vita mi trasformò in una studentessa universitaria pendolare, entrai in contatto con un nuovo sistema di trasporto pubblico, quello di Torino. Non scorderò mai il mio primo giorno di università. (Pioveva, perché ovviamente a Torino deve sempre piovere.) Sapevo che dalla stazione avrei dovuto prendere il tram numero 15, così mi sono avviata verso la pensilina. Una rapida occhiata alla lista delle fermate successive mi conferma che sono nella direzione giusta e nel giro di pochi minuti il tram arriva e io salgo. Per i primi minuti della corsa non mi preoccupo particolarmente di dove sto andando perché non conosco granché la città, e non mi aspetto di riconoscere le vie. Dopo una decina di minuti, però, inizio a insospettirmi: non avrei dovuto metterci così tanto, eppure la mia fermata non è ancora arrivata. Chiedo a una persona di fianco a me se l'abbiamo già passata, la informo che devo andare all'università e non sono sicura di saper riconoscere la fermata giusta. La persona interpellata controbatte che l'università è dall'altra parte della città: devo scendere e prendere il tram che va nella direzione opposta. Possibile? Eppure avevo controllato le fermate successive.

Non ammetterò mai di aver sbagliato, perché io quel giorno non ho sbagliato. Se fossi stata a Cracovia, sarei andata nella direzione giusta. Prima di salire, infatti, avevo scorso la lista delle fermate dall'alto verso il basso, come avrei fatto a Cracovia. Nessuno mi aveva avvertito, però, che a Torino le fermate dei mezzi si leggono dal basso verso l'alto. Nella mia ingenuità non avevo preso in considerazione che il sistema torinese potesse differire da quello di Cracovia, e la mia poca esperienza coi mezzi pubblici di un'altra città non ha giocato a mio favore quando ho letto le fermate nel senso opposto.

Questa grande lezione di vita mi ha insegnato a fare sempre molta attenzione alle insidie disseminate nel sistema dei trasporti pubblici di un'altra città. E sono diventata molto sospettosa. Quando, nel 2009, mi sono trasferita a Oslo, l'ispezione della pensilina alla mia fermata della metropolitana e un'attenta lettura delle informazioni affisse è stata una delle prime cose che ho fatto. Mi è stata utile: ho subito imparato che la domenica non è giorno da prendere i mezzi pubblici nella capitale norvegese.

E poi a settembre di quest'anno mi sono trasferita a Toronto e ho riposto nel sistema dei trasporti di una metropoli nordamericana la mia più cieca fiducia. Grosso errore. Mi ci è voluta una persona del posto per spiegarmi esattamente in cosa consiste la politica dei transfer, ovvero se fai una corsa semplice puoi non prendere nessun biglietto cartaceo, ma se hai bisogno di proseguire la corsa cambiando mezzo allora devi munirti di transfer, ovvero questo fogliettino, per proseguire senza dover pagare una volta salito sul secondo mezzo. A complicare le cose c'è il fatto che il transfer va preso alla stazione o fermata di partenza e non a quella di cambio, quindi non bisogna dimenticarlo quando si inizia la prima corsa. Una follia. Ma non è tutto. Due settimane dopo il mio arrivo a Toronto ero d'accordo con un'amica a una certa fermata della metropolitana alle 9 del mattino. Di domenica. L'idea che i mezzi a Toronto la domenica potessero essere sfigati come a Oslo non mi ha neanche accarezzato la mente: una simile follia in una delle città più grandi del Nord America? Suvvia. Ecco che quindi, quando alle 8 e mezza di una domenica mattina l'ingresso della metropolitana rifiuta i miei gettoni, il mio stato d'animo è di assoluta incredulità. Riprovo: la macchinetta avrà la luna storta, ma ecco che il gettone viene di nuovo rigurgitato. Dopo una terza volta, oltre al gettone che torna indietro, si materializza un guardiano della metropolitana:
- Signorina, la metropolitana è chiusa. Ritorni alle 9.
- No, seriamente? Io devo essere all'altro capo della città tra mezz'ora!
- Allora esca in strada e prenda il night bus.
Night bus?? Alle 8 e mezza del mattino me lo chiamano night bus?
E fu così che all'appuntamento con la mia amica arrivai con un vergognosissimo ritardo, perché ovviamente il night bus ferma ogni duecento metri e ci mette il triplo del tempo rispetto alla metropolitana. A saperlo, sarei uscita di casa alle 7 e mezza per essere da lei alle 9. Ma ero a Toronto, dannazione, non avevo minimamente preso in considerazione che la metropolitana potesse essere chiusa prima delle 9 di domenica mattina! Mea culpa, non ho controllato gli orari come avrei dovuto fare. Ma è Toronto, non Oslo, accidenti!

Un paio di giorni fa ero a New York per incontrarmi con una persona. Abbiamo fissato un secondo appuntamento per un giorno di gennaio alle 7 del mattino. Non è una domenica, ma ormai io non mi fido più di nessuno:
- Mi ci vuole un po' per arrivare sulla 57th per le 7, sarà già aperta la metro?
- La metropolitana di New York è aperta 24 ore!
Musica per le mie orecchie. Dio benedica New York e la sua metropolitana che non chiude mai!

2 commenti:

  1. Tranquilla Eva, c'è chi la direzione dei pullman la sbaglia ancora... :(

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  2. ...e poi ti ritrovi su un pullman che percorre Corso Grosseto e ti chiedi: "Ma dove ho sbagliato questa volta?" XD

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